IL PROGETTO

Il sito web Marmi Sommersi è un portale scientifico, accessibile anche al grande pubblico, dedicato allo studio di manufatti archeologici di pietra di provenienza subacquea e al particolare tipo di degrado biologico, la bioerosione, a cui questi manufatti sono sottoposti nel corso della permanenza sul fondo dei mari, degli oceani dei laghi e dei fiumi. La bioerosione, infatti, modifica l’aspetto di questi reperti e in alcuni casi il degrado è così profondo da far loro perdere completamente la forma originaria. Le ricerche condotte fino ad oggi dal Nucleo per gli Interventi di Archeologia Subacquea e dalla Sezione di Biologia Marina dell’ISCR hanno interessato i manufatti conservati nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei a Baia (Napoli), quelli provenienti dalla Grotta Azzurra di Capri e quelli conservati in situ nell’Area Marina Protetta – Parco Sommerso di Baia e a largo di San Pietro in Bevagna (Taranto). Le analisi di laboratorio hanno permesso di studiare le cause della bioerosione sia a livello epilitico che endolitico, e di individuare i microrganismi e gli organismi animali e vegetali responsabili di questo fenomeno. Il visitatore del sito web Marmi Sommersi potrà approfondire per ciascun reperto il luogo e la storia del suo rinvenimento, il suo stato di conservazione e le tipologie di organismi che lo hanno colonizzato nel corso dei secoli e, in alcuni casi, anche i particolari degli interventi conservativi a cui essi sono stati sottoposti. Marmi Sommersi è un progetto di ricerca ancora in corso e la banca dati dei reperti prevede un aggiornamento costante, con l’inserimento periodico di nuovi manufatti provenienti dal mondo sommerso. L’ISCR ringrazia le Soprintendenze per i Beni archeologici di Napoli e della Puglia per aver ospitato i propri esperti e facilitato la loro attività di ricerca.

  • Coordinamento scientifico: Barbara Davidde, Sandra Ricci
  • Redazione: Federica Antonelli, Laura Mazzoni, Carlotta Sacco Perasso, Kalliopi Schistocheili
  • Photo credits: le foto della home page sono di Mimmo Jodice; le immagini dei reperti recuperati dalla Grotta Azzurra e di quelli conservati presso il Museo Archeologico dei Campi Flegrei di Baia sono state realizzate da Roberto Petriaggi per l’ISCR; le immagini dei siti sommersi di Baia e San Pietro in Bevagna sono state realizzate da Roberto Petriaggi, Barbara Davidde, Marco Ciabattoni e Gian Franco Priori per l’ISCR.
  • © Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro. Tutti i diritti riservati ISCR


Chi Siamo

BARBARA DAVIDDE

Barbara Davidde dal gennaio 2011 è Direttore del Nucleo per gli Interventi di Archeologia Subacquea (NIAS) dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR) - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Dal 2010 è professore a contratto di Archeologia Subacquea presso l’Università degli Studi Roma Tre.

Nel corso della sua carriera, iniziata nel 1987, ha diretto missioni archeologiche subacquee in Yemen, Oman e ha partecipato a cantieri archeologici subacquei in Francia, Libia e in diverse località italiane.

Dal 1992 al 1996 ha lavorato presso il Servizio Tecnico per l’Archeologia Subacquea (Ministero per i Beni e le Attività Culturali).

Dal 1997, come archeologa del NIAS dell’ISCR, ha partecipato alle attività di formazione di restauratori subacquei e di sperimentazione per la conservazione e il restauro di manufatti antichi di provenienza subacquea.

Dal 2001 svolge la sua attività di ricerca per la progettazione di restauri in situ del patrimonio culturale sommerso nell’ambito del progetto denominato “Restaurare sott’acqua “ (Parco Sommerso di Baia, relitto dei sarcofagi di San Pietro in Bevagna, relitto dei cannoni di Cala Spalmatore - Isola di Marettimo, lago di Bolsena).

Da luglio 2011 è responsabile scientifico per l’ISCR del progetto PON “CoMAS” Conservazione programmata in situ di Manufatti Archeologici Sommersi”, ente capofila -Università degli Studi della Calabria, Facoltà di Scienze della Terra (http://www.comasproject.eu) e responsabile scientifico per l’ISCR del progetto europeo SASMAP Development of Tools and Techniques to Survey, Assess, Stabilise, Monitor and Preserve Underwater Archaeological Sites, ente capofila The National Museum of Denmark (http://sasmap.eu/).

Dal 2010 al 2013 è progettista e membro del gruppo di direzione lavori del restauro della Domus del Mitreo delle pareti dipinte di Ostia antica.

Dal 2011 è responsabile scientifico e direttore dei lavori di restauro della Villa romana di Silin, (regione di Leptis Magna, Libia) nell’ambito della convenzione internazionale fra l’ISCR, il Department of Archaeology of Libya (DoA) e l’Università degli Studi Roma Tre.

Dal 2011 è responsabile dei progetti di formazione di tecnici e restauratori del Department of Archaeology of Libya condotti dall’ISCR nel corso dei cantieri di restauro presso la Villa di Silin e dei corsi Conservation of movable property (on site/in museum/storage collection) in Libya realizzati dall’ISCR insieme all’UNESCO.

Autrice di numerosi articoli scientifici e divulgativi, ha pubblicato insieme a Roberto Petriaggi il volume “Archeologia sott’acqua. Teoria e pratica”, Roma –Pisa 2007, Fabrizio Serra Editore.

Dott.ssa Barbara Davidde

Email: barbara.davidde@beniculturali.it


SANDRA RICCI

Sandra Ricci dal gennaio 1981 presta servizio, in qualità di Biologo, presso l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR), Laboratorio di Indagini Biologiche, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Nella sua attività professionale ha svolto attività di ricerca sui seguenti argomenti:

- Studio, in qualità di responsabile della Sezione di Briologia, del ruolo di biodeteriogeni esercitato da muschi ed epatiche sui manufatti lapidei di interesse storico-artistico.

- Indagini e ricerche sui fenomeni di bioerosione svolti da microrganismi e organismi, epilitici e endolitici, su manufatti lapidei e metallici sommersi in ambiente marino. E’ responsabile dell’Area di Biologia Marina e delle acque interne del Laboratorio di Biologia dell’ISCR.

-Biodeterioramento di materiali storico-artistici e archeologici situati in ambiente lacustre.

-Valutazione, sotto l’aspetto biologico, degli interventi di restauro e di prevenzione di manufatti lapidei esposti in ambiente subaereo e acquatico.

Nel corso della carriera ha svolto attività didattica per:

-Corso di Formazione Professionale per Restauratori dell’ISCR dal 1985 ad oggi;

- Corsi di aggiornamento organizzati dall'ICR Legge 84/90 lett.C per funzionari della PA;

- Progetti formativi Regione Lazio;

- Seminari per il Corso di Specializzazione della Laurea in Architettura presso Sapienza Università di Roma;

- Docenza di Elementi di Ecologia presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone.

E’ membro della Commissione Uni-Normal che ha lo scopo di stabilire metodi unificati per lo studio delle alterazioni dei materiali lapidei e per il controllo dell'efficacia di trattamenti conservativi.

E’ autrice di numerosi articoli e testi scientifici.

Dott.ssa Sandra Ricci

Email: sandra.ricci@beniculturali.it





ISTITUTO SUPERIORE PER LA CONSERVAZIONE ED IL RESTAURO

L'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (denominazione assunta con D.P.R. 26 novembre 2007, n. 233) è un organo tecnico del ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, specializzato nel campo del restauro e della conservazione delle opere d'arte e del patrimonio culturale. Venne fondato nel 1939 con il nome di Istituto Centrale del Restauro (legge n. 1240 del 22 luglio) su progetto redatto da Giulio Carlo Argan e Cesare Brandi, e con il sostegno politico del ministro dell’Educazione Nazionale Giuseppe Bottai. Fin dalla sua fondazione, l’Istituto ha avuto la specifica finalità di impostare l’attività di restauro su basi scientifiche e di unificare le metodologie di intervento sulle opere d’arte e i reperti archeologici. La novità della sua impostazione consiste nell'unicità di un organismo in cui si realizzano contemporaneamente attività di restauro, sperimentazione, ricerca, consulenza e formazione, seguendo un metodo di intervento interdisciplinare e con competenza sull'intero territorio nazionale.

L'attività attuale dell'ISCR prosegue secondo le indicazioni teoriche e metodologiche tracciate da Cesare Brandi, sviluppandone e approfondendone tuttavia alcuni punti ritenuti oggi giorno di primaria importanza: la conservazione preventiva, l'aggiornamento tecnologico e scientifico applicato alle opere d'arte e la realizzazione di importanti restauri (tra i quali si annoverano Assisi prima e dopo il terremoto, il Cenacolo di Leonardo a Milano, la statua bronzea del Marco Aurelio, i reperti subacquei, i Guerrieri di Riace, le pitture murali di Tarquinia e Pompei, la Torre di Pisa). Un aspetto significativo dell'impegno dell'Istituto è stata anche la realizzazione del Sistema Informativo Territoriale della "Carta del rischio del Patrimonio Monumentale", un insieme di banche dati (GIS) che documenta la vulnerabilità del patrimonio, monumentale e archeologico, distribuito nelle città storiche e nel territorio italiano. L'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro svolge inoltre ormai da anni un ruolo fondamentale nel campo della ricerca, della conservazione e del restauro anche a livello internazionale. E’ membro permanente del Consiglio Generale dell’ICCROM. Partecipa a numerosissimi progetti promossi dalla Commissione Europea e dal Comitato per il Patrimonio mondiale dell'UNESCO del quale è uno degli interlocutori privilegiati.